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Anche le acque in bottiglia, come le caraffe filtranti, hanno i loro detrattori.
Le prime sono accusate di fornire una qualità dell’acqua peggiore dell’acquedotto (per i trasporti di lungo raggio e il lungo stoccaggio). Sono inoltre costose e scomode, considerando che il 90% circa del costo di una bottiglia d'acqua è da attribuire alla plastica, al trasporto, alla pubblicità, il prezzo del contenuto di una bottiglia che poi in realtà beviamo, diventa veramente molto elevato.  

Acqua in bottiglia e ambiente 

Non si può dimenticare che le bottiglie di plastica vengono prodotte con un processo che utilizza derivati dal petrolio, causando notevoli problemi di smaltimento a livello internazionale. Le bottiglie di PET [Polietilene Tereftalato], oltre ad essere altamente inquinanti sia nella produzione che nei processi di smaltimento, sono riciclabili solo per poche volte.

Proprio l'Italia detiene il record per il maggior consumo di acqua in bottiglia. L'anno scorso sono stati consumati 6 miliardi di bottiglie d'acqua, pari alla media di 196 litri di acqua imbottigliata per abitante.

Ogni anno in Italia circolano circa 300.000 tir per trasportare le bottiglie di acqua  da bere. Mediamente un camion consuma 1 litro di gasolio ogni 4 chilometri che percorre. 

Un Tir con un carico di circa 17.000 bottiglie di acqua, consuma in media 0.25 litri di carburante per km. Questo significa che per trasportare l'acqua da Milano a Viterbo (500 km ca), un Tir consuma 150 litri di gasolio, più altrettanti per l'eventuale ritorno a carico vuoto. Tutto ciò influisce notevolmente in termini di costi sia in senso economico e ecologico.

Per legge quest'acqua viene controllata una volta all'anno da parte delle aziende imbottigliatrici stesse, che inviano al Ministero della Salute una autocertificazione. L'acqua imbottigliata deve rispondere ai criteri di legge stabiliti dal D.LGS. 08/11/2011, il quale dice che l'acqua imbottiglia proveniente da una sorgente deve avere caratteristiche igieniche particolari e proprietà favorevoli alla salute. 

Acqua minerale

Le acque minerali in commercio vengono distinte per il grado di mineralizzazione o residuo fisso, che è ciò che resta dell'acqua dopo averla fatta evaporare a 180°, oltre che per altri parametri come la temperatura alla sorgente, l'acidità e la composizione chimica. Con questi parametri, i diversi tipi di acqua, si possono classificare in:

  • Acqua minimamente mineralizzata avente un residuo fisso inferiore a 50mg/l e spesso è questa l'acqua consigliata per la preparazione del latte in polvere. Generalmente con un ridotto contenuto di sodio ed è per questo che viene consigliata anche a coloro che soffrono di pressione alta o calcoli delle vie urinarie. 
  • Acqua oligominerale, le più diffuse, con un residuo fisso compreso tra 50mg/l e 500mg/l. Solitamente consigliate a coloro che soffrono di ipertensione o che devono seguire una dieta iposodica (povera di sodio).
  • Acqua minerale con un residuo compreso tra 500mg/l e 1500mg/l. Indicate solo per coloro che risentono di una carenza di minerali. 
  • Acqua minerale con un residuo superiore a 1500mg/l, molto carica di sali generalmente utilizzata da chi ha particolari necessità e per un breve periodo di tempo. Utilizzate anche a scopo curativo, ma meglio se con la costante supervisione medica.

Un fattore importante per valutare la compatibilità dell'acqua con in nostro organismo è il valore del pH, la misura dell'alcalinità e dell'acidità dell'acqua. Più è vicino a quello del corpo umano, che è 7, più è compatibile con esso. Anche l'altezza e la temperatura della sorgente sono fattori che contribuiscono a una miglior qualità dell'acqua riducendone le probabilità di inquinamento e contaminazione batteriologica. 

Conservazione dell'acqua

Bisogna comunque ricordare che il trasporto e la conservazione dell'acqua in bottiglia sono dei fattori determinanti per il mantenimento delle sue proprietà originali. 

Per questo le bottiglie devono essere sempre tenute in posti asciutti e al riparo da fonti di luce e di calore, generalmente è sconsigliato conservarle su balconi o terrazze e una volta aperta una bottiglia di acqua va consumata entro pochi giorni. 

Anche bere direttamente dalla bottiglia, senza l'utilizzo di un bicchiere, contribuisce a una contaminazione più rapida dell'acqua in essa contenuta. Infatti il contatto diretto con il recipiente fa si che alcuni batteri possano passare dalla saliva alla bottiglia, trovando un ambiente particolarmente favorevole alla loro proliferazione.

L'acqua minerale subisce non pochi trattamenti, oltre all'aggiunta di anidride carbonica per renderla frizzante, può anche essere trattata con aria arricchita di ozono per separare alcuni composti come ferro, manganese, zolfo e il “poco gradito” arsenico .

Ci siamo mai chiesti come mai?

Se prendiamo l'acqua da una sorgente naturale e la mettiamo in una bottiglia dopo pochi giorni puzza e dopo qualche mese crescono le alghe. 

  • Come mai l'acqua che compriamo imbottigliata dalla grande distribuzione dura per anni? 
  • Quali sostanze chimiche aggiunte all'acqua in bottiglia impediscono la formazione naturale delle alghe? 
  • Esistono delle alternative che ci permettono di ottenere un'acqua buona e veramente pulita, da bere in qualsiasi momento della nostra giornata? 

La risposta all'ultima domanda è sì! Oggi è possibile avere un'acqua pulita, oltre che da bere anche per cucinare e lavare frutta e verdura. Installando un semplice ma efficace impianto di microfiltrazione o osmosi inversa sotto il lavandino, direttamente a casa vostra, potrete avere sempre acqua della migliore qualità a vostra disposizione.