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Assistenza e manutenzione teleriscaldamento a Brescia dalla Climar2

Da tanto se ne sente parlare, ma cos'è davvero il teleriscaldamento e come funziona? 

Il principale vantaggio del teleriscaldamento

Uno dei principali vantaggi che emergono quando si parla di teleriscaldamento, è sicuramente il beneficio ambientale che si ottiene grazie alla riduzione delle sostanze inquinanti e dei gas effetto serra. Questo obbiettivo si ottiene grazie all'assenza di combustione, gas metano, gasolio o fiamme libere nel locale caldaia delle singole abitazioni utilizzando la possibilità di sfruttare fonti energetiche rinnovabili.

Anche il protocollo di Kyoto ha indicato il "teleriscaldamento" come uno dei metodi più efficaci per la riduzione delle emissioni inquinanti come l'anidride carbonica. Non da meno è un secondo vantaggio legato all'alto livello di sicurezza, non essendoci più il pericolo di un'eventuale avvelenamento causato dalla perdita  di fumi o fughe di gas.

Teleriscaldamento in Europa

Alcune città europee hanno fatto del teleriscaldamento [District heating in inglese] una realtà particolarmente diffusa. Una di queste è sicuramente Copenhagen, che attualmente tramite la diffusione di 1.500km di tubazioni sotterranee, sta soddisfacendo il 98% della richiesta di calore della città tramite il teleriscaldamento.

E' doveroso ricordare comunque che il primo impianto di teleriscaldamento europeo viene attribuito ad Amburgo (città tedesca) già dalla fine degli anni 1800. Pochi anni prima era stato attivato un impianto di teleriscaldamento nel centro urbano di New York. In Austria è molto diffuso il teleriscaldamento a biomasse [materiale organico di origine vegetale o animale] tramite il quale si può produrre energia alimentando la centrale con gli scarti derivanti dalla potatura e manutenzione della vegetazione privata e boschiva, oltre che dalle colture agricole.

Come funziona il teleriscaldamento?

Il teleriscaldamento in Italia esiste già dai primi anni 70 e al 2011 erano già 104 le città italiane ad utilizzarlo. Questo sistema consiste sostanzialmente nella produzione e distribuzione, attraverso una rete sotterranea di tubi isolati (alcuni centinaia di km di tubi in acciaio inox coibentati esternamente per non disperderne il calore) di acqua calda, acqua surriscaldata o vapore ad alta temperatura. Questo vapore, emesso da una "centrale di cogenerazione" [produzione di energia elettrica e termica contemporaneamente] o da un "termoutilizzatore" [in grado di recuperare l'energia termica dai rifiuti non riciclabili], una volta raggiunte le varie abitazioni farà ritorno alla centrale stessa per essere successivamente riscaldato.

         

Grazie alla combustione dei rifiuti indifferenziabili e alle biomasse è possibile produrre il calore necessario per riscaldare l'acqua che verrà utilizzata per alimentare la rete di teleriscaldamento. I rifiuti si trasformano così in una fonte di energia alternativa alla combustione di gas, gpl e gasolio. Proprio a motivo del suo funzionamento il teleriscaldamento è una alternativa al riscaldamento convenzionale ma diventa vantaggioso solo nelle aree densamente popolate. Questo a motivo della maggior diffusione di calore con il minor percorso possibile.

Generalmente la temperatura dell'acqua rilasciata dalla centrale è di circa 90°C, mentre al suo ritorno in centrale, per il rilascio del calore alle singole utenze durante il suo percorso, potrebbe scendere fino a 60°C circa.

Raggiunta la destinazione (abitazioni, uffici, palestre, negozi, condomini, aziende, ecc.) il fluido [definito termovettore] emesso dalla centrale, riscalda tramite uno scambiatore di calore a piastre, l'acqua dell'impianto di riscaldamento dell'utilizzatore finale. In alcuni casi, lo scambiatore che di fatto sostituisce la caldaia, può produrre acqua calda anche per uso sanitario. Anche questi scambiatori, che generalmente funzionano ad acqua-acqua o vapore-acqua, come le caldaie hanno bisogno di una regolare e costante manutenzione ed eventuali riparazioni.

"Acqua calda e teleriscaldamento"

Recentemente sono state scoperte delle falde di acqua calda a 60°C e 90°C sotto il territorio bresciano, tra gli 800 metri e 2 chilometri, una vera e propria miniera di acqua bollente. La temperatura dell'acqua sale in maniera direttamente proporzionale alla profondità verso il centro della terra, più si scende più l'acqua si scalda, mediamente di circa 3°C ogni cento metri. La scoperta di questo lago di acqua calda sotterraneo potrebbe rivelarsi molto utile e vantaggiosa per l'economia bresciana.

Oltre a cambiare la morfologia e l'attrazione turistica del nostro territorio con l'eventuale realizzazione di siti termali, si potrebbe tramite la geotermia [disciplina che studia il trasferimento del calore proveniente dal centro della terra] integrare il sistema di teleriscaldamento contribuendo così alla produzione di una maggior quantità di energia pulita. 

Teleriscaldamento a Brescia

Brescia è stata la prima città italiana, ormai da molti anni, a dotarsi di impianti in grado di recuperare sia energia elettrica che termica derivante dalla combustione dei rifiuti, realizzando uno dei più moderni e attuali sistemi di teleriscaldamento.

Diverse sono le opinioni e i relativi dibattiti avvenuti negli anni passati in merito ai pro e contro delle centrali di cogenerazione in grado di produrre teleriscaldamento. Senza entrare nel merito delle diverse riflessioni e valutazioni che si possono fare, elenchiamo di seguito alcuni interessanti parametri della realtà bresciana:

Il termoutilizzatore di Brescia in funzione dal 1998, grazie alle sue caratteristiche e le migliori tecnologie disponibili con cui è stato realizzato, è stato riconosciuto nella gestione del calore come il miglior impianto di termovalorizzazione del mondo. Già dai primi anni 70, tramite una centrale alimentata a metano, prese il via la diffusione del teleriscaldamento a Brescia. Verso la metà degli anni ottanta si cominciò ad alimentare quella centrale anche con olio combustibile e carbone. Oggi viene mantenuta in funzione alimentandola con i rifiuti solidi urbani, sia della città che della provincia, oltre che con le biomasse.

Il teleriscaldamento diffuso a Brescia negli anni passati, è stato realizzato bruciando da 790 mila a 800 mila tonnellate di rifiuti all'anno. Con il teleriscaldamento è stato possibile produrre, all'anno, circa il 50% dell'energia termica necessaria per le utenze di Brescia (il fabbisogno di circa 50/60.000 appartamenti). Recentemente le tubazioni sotterranee del teleriscaldamento, utilizzate per raggiungere le oltre 170.000 utenze bresciane, hanno superato i 650 km.

Un sistema di teleriscaldamento ben equilibrato, con tale numero di utenze, può evitare ogni anno l'emissione di oltre 400.00 tonnellate di CO2 nell'atmosfera e può far risparmiare 150.000 tonnellate di petrolio o combustibili vari. 

"Teleriscaldamento e Interventi di Qualità"

Anche in questo campo la Climar s.r.l., che da molto tempo risulta essere una tra le aziende più all'avanguardia nella gestione e manutenzione di impianti termici, offre ai bresciani un servizio di assistenza e manutenzione per gli impianti di teleriscaldamento delle proprie abitazioni. Interventi rapidi, svolti da tecnici specializzati con pluriennale esperienza nel settore, garantiscono un risparmio dal punto di vista economico, ma anche una maggior efficenza e resa dell'impianto stesso di teleriscaldamento.